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Rinnovo del contratto in arrivo per Zaniolo

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Il rinnovo di Nicolò è il banco di prova attuale delle ambizioni della gestione Pallotta, va bene lo stadio, principale milestone del progetto americano, ma i romanisti pretendono una squadra con giocatori che possono portare in gloria questa maglia. Il settore giovanile ha lavorato bene in questi anni ed ha allevato giocatori ora orgoglio e speranza dei tifosi. A queste giovani leve, si è aggiunto al gruppo, quasi per caso, un mezzo romanista (o forse tutto romanista) da parte materna, uno di quelli che possiede mezzi tecnici e fisici da top player uno di quelli invidiati ed ammirati da tutti, uno di quelli che porta le persone allo stadio e davanti alla tv, che fa vendere le magliette e sopratutto quello su cui costruire un progetto.

Non conosciamo i dettagli della trattativa tra la Roma e Zaniolo, ci affidiamo a quello che si legge in giro. Per fortuna le ultime notizie dicono di un avvicinamento delle parti. Sembra che l’ostacolo sia l’ingaggio offerto al giocatore, a quanto pare sottovalutato rispetto al suo coetaneo Justin Kluivert.

A noi in realtà sembra poco plausibile questa opzione, in partita sebbene l’olandese abbia dato prova del suo valore, i dati che escono dal campo sono tutti a favore del centrocampista ligure-romano.

A parità di minuti giocati, più goal, nettamente più contrasti vinti, più passaggi intercettati, più dribbling, ……..
Kluivert, non perde occasione di dire e probabilmente ripetere a se stesso che la Roma è stata la scelta giusta per crescere, ma sottinteso, una volta cresciuto bye bye, nun vede l’ora d’annassene (nda). Forse è questa la differenza più importante, non siamo sicuri ma ci sembra che Zaniolo provi gusto a giocare per questa squadra.

Ma allora perché la Roma avrebbe dovuto rifiutare l’adeguamento richiesto? A questo punto non crediamo siano i soldi, non sappiamo quale sia la discriminante che blocca il rinnovo del contratto del giovane giocatore ma siamo sicuri che certi treni non passano due volte e i dirigenti della Roma sono troppo esperti per non accorgersene. Qui si decidono le ambizioni di questa Roma, più che con il progetto stadio.

7 buone ragioni per esonerare Difra

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7 – Questa è solo la sesta volta nella sua storia in cui la Roma subisce 7 gol nello stesso match, la prima in Coppa Italia (l'ultima era stata contro il Bayern nel 2014). Debacle. #FiorentinaRoma

— OptaPaolo (@OptaPaolo) 30 gennaio 2019
“>Dopo la debacle di Firenze, seguita alla rimonta di Bergamo, molti si aspettavano l’esonero o addirittura le dimissione di Eusebio Di Francesco. Mercoledì al triplice fischio sul 7-1 per i Viola è finita una stagione amara per una Roma allo sbando, alla quale rimane l’obiettivo molto complicato, ma ampiamente dichiarato a inizio anno, del quarto posto. Dentro la società Monchi e Baldissoni sembrano avere altri pensieri: i conti uno e lo stadio l’altro. Mentre i tifosi, quasi prefigurando una stagione nella quale la Juve avrebbe spostato tutte le sue fiches sulla Champions, avevano chiesto una concentrazione in Coppa Italia alla squadra già dalla prima partita con l’Entella: “Non snobbatela, noi ci teniamo”. Competizione realistica… snobbata subito alla seconda partita con un parziale inquietante. A questo punto sembra incredibile che il tecnico, evidentemente al capolinea, sia ancora al suo posto: andrebbe bene chiunque anche il tanto vituperato Paulo Sousa, l’ex juventino, sarebbe un tecnico in grado di rianimare una squadra giovane, malata e fragile.

Visto che la società sembra totalmente assente, ecco 7 buone ragioni per esonerare il Difra:

  1. L’assenza di gioco: in due anni non è riuscito a dare un gioco riconoscibile alla squadra basato sul dinamismo, suo marchio di fabbrica dai tempi del Sassuolo. Se l’anno scorso sembrava che il suo atteggiamento conservativo volesse rafforzare la difesa in ottica futura, la quantità di gol presi quest’anno sono la prova di un fallimento tecnico.
  2. I giovani come capri espiatori: in una squadra con un’età media giovane è stato fin troppo facile dare la responsabilità ai più giovani in alcune prestazioni deludenti.
  3. Le rimonte: Chievo, Cagliari, Bergamo. Le tre partite in cui la Roma ha sprecato due doppi e un triplo vantaggio sono la fotografia dei rimpianti giallorossi di quest’anno e della scarsa tenuta mentale che ha saputo trasmettere l’allenatore.
  4. Dzeko e Schick mai insieme: l’aver avuto due attaccanti così tecnici e non saperli far giocare insieme è una grande rimpianto della gestione di Difra. (Riguardatevi la formazione di Roma-Barca 3-0 tra l’altro)
  5. L’aziendalismo: il tecnico è sempre stato troppo allineato con le scelte della società anche quando non gli hanno mai rimpiazzato giocatori venduti, dando l’impressione di un allenatore a volte commissariato.
  6. Poche rimonte realizzate: lato b della rimonte subite, durante la sua gestione poche partite recuperate in corsa.
  7. La gestione durante i 90 minuti: cambi sbagliati e spesso incomprensibili. Difra ha dimostrato di non sapere gestire la rosa durante tutta la partita. Unica nota positiva al derby, ma è sembrato più casuale che altro.

Test Mapei per i giocatori

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Ma cosa sono i test Mapei?

Sono dei test effettuati dal centro ricerche Mapei un centro nato per volontà del presidente del Sassuolo calcio Squinzi nel 1996 quando era proprietario della squadra ciclistica omonima Mapei, avevano lo scopo di affiancare con approccio scientifico i piani di allenamento della squadra ciclistica. Oggi è una realtà ben più grande e presta i propri servizi a diversi Sport.

Più precisamente sono degli esami volti a dare una valutazione funzionale dell’atleta. Indagano, attraverso una serie di test, i fattori fisiologici che determinano la prestazione fisica e sportiva. I dati vengono poi usati dai tecnici per valutare lo stato di forma e le potenzialità di un atleta oltre a misurare l’efficacia di un determinato piano di allenamenti.

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